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La sagra del pistacchio di Bronte

Ogni anno è l’anno dei record. La sagra del pistacchio di Bronte, di cui nel 2015 si farà la XXVI edizione, è una vera e propria celebrazione. Tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, il Comune etneo coniuga arte, musica e cultura con l’enogastronomia, in un evento che ha per protagonista l’«oro verde» appena raccolto. Migliaia di visitatori affollano il centro del paese che, tramite il pistacchio, mette in mostra anche se stesso.

A Bronte si produce circa l’ottanta per cento del pistacchio siciliano. Sono destinati alla coltivazione delle frastuche — il nome dialettale degli arbusti del pistacchio — circa 3500 ettari di terreno, dei quali un sesto all’interno del parco dell’Etna, il vulcano attivo patrimonio dell’umanità Unesco. Un dato che diventa ancora più importante in considerazione del fatto che l’Isola è unica regione italiana a produrre il prelibato frutto verde. Ed è proprio il colore uno dei principali elementi che sottolineano la peculiarità del pistacchio di Bronte rispetto agli altri pistacchi, in particolar modo quelli mediorientali. Il frutto che muove l’economia di Bronte è arrivato in Sicilia portato dagli arabi. Ma qui ha trovato un terreno ancora più fertile di quello dal quale proveniva. Il colore brillante è sintomo di una terra ricca e nutriente, che accentua le naturali proprietà della pianta, rendendo il pistacchio verde di Bronte un unicum nel panorama botanico mondiale.

A differenza del pistacchio americano o di quello prodotto dall’altra parte del Mediterraneo, il pistacchio di Bronte ha poche sfumature gialle e un colore di smeraldo purissimo. È usatissimo in cucina poiché si presta alla preparazione di specialità dolci e di piatti salati. Inoltre l'olio estratto dal frutto — spremuto a freddo, per preservarne le qualità — è un ottimo emolliente, e per questo motivo è spesso usato in campo dermatologico. È anche per via di queste applicazioni possibili che i brontesi hanno deciso di dedicargli la maggior parte delle proprie energie: solo nella zona di Bronte si contano quasi mille produttori. Per lo più, sono piccoli appezzamenti da poco più di un ettaro. Che però contribuiscono in maniera sostanziale ai guadagni degli agricoltori locali.

Tutti questi elementi — questa storia ricca di passato che non ha paura di proiettarsi nel futuro — rendono quella del pistacchio una sagra partecipatissima. Nel 2015, si terrà in due week end: dal 26 al 28 settembre e dal 3 al 5 ottobre. Nel pieno del periodo della raccolta. Le strade di Bronte ospiteranno produttori, cuochi e pasticcieri che proporranno specialità tradizionali ed esperimenti culinari. E tutti seguiranno lo stesso filo verde. Pennette, salsiccia e arancini al pistacchio, insieme ai gelati, alle torte e alle crepes ripiene di crema al pistacchio sono solo alcune delle specialità proposte dagli stand gastronomici.

Ma la Sagra del pistacchio di Bronte non ha solo a che fare con il cibo. Negli ultimi anni, tanti eventi collaterali hanno arricchito il programma. E un ruolo sempre più importante lo ha avuto la musica. Il palco della sagra del pistacchio è anche un’occasione per ribadire il suo legame con il territorio: gruppi folkloristici siciliani si esibiscono in tradizionali tarantelle in dialetto, rese moderne da strumenti e contaminazioni musicali sempre nuove.

Tradizioni, gusto, cucina e musica sono inserite in una cornice di arte, cultura e natura. Bronte può vantare un centro storico affascinate e ricco di monumenti. Per queste ragioni tra un gelato e un torrone al pistacchio si potranno seguire le visite guidate pensate per far conoscere il paese e le sue bellezze. Nei giorni della sagra vengono anche inaugurate interessanti mostre di arte contemporanea. Infine, coloro che volgeranno lo sguardo verso i verdi pendii e avranno voglia di una passeggiata all'aria aperta potranno partecipare alla Notte verde, l'evento pensato per valorizzare l'esteso territorio di Bronte che comprende il Parco dell'Etna, quello dei Nebrodi e le gole dell'Alcantara.