Lingua Italiano English
Currency
Archivi

La tradizione siciliana: i dolci d'autunno

Inserito da inserito in Prodotti in evidenza il 04 Novembre 2015 . 0 Commenti.
La tradizione siciliana: i dolci d'autunno

Delle tante cose per cui si dice sempre che la Sicilia ha poco da invidiare al resto del mondo, la cucina è probabilmente quella più famosa. Le ricette della tradizione siciliana, del resto, sono un insieme vincente di semplicità e gusto. Una combinazione fortunata che vede spessissimo nella frutta secca l’elemento che mette tutti d’accordo. E infatti gli ingredienti principi altri non sono che le mandorle e i pistacchi.

 

Sapete quali sono i dolci di Sicilia di questa stagione? Vediamoli insieme!

 

La frutta martorana
O, per chiamarla come fanno spesso i bambini, «la frutta finta». L’hanno inventata le suore benedettine del convento di Martorana, a Palermo, ed è da lì che prende il nome. È una pasta di mandorle che viene modellata e dipinta per essere identica alla frutta fresca. L’illusione ottica è straordinaria, il risultato gustosissimo.

 

I Tetù. O tatù. O totò
Nel Catanese panifici e pasticcerie li propongono per Ognissanti. La composizione è molto semplice (farina, zucchero, uova, strutto e mandorle), ma a fare la differenza sono le glasse di cui vengono ricoperti: una glassa bianca, semplice, a volte leggermente aromatizzata al limone. E un’altra glassa nera, con l’aggiunta del cacao, per dare al biscotto un sentore di cioccolata.

 

Il cucciddatu
Non c’è nome più onomatopeico di questo. Cuccidddatu deriva da «fare a cocci», cioè a piccoli pezzi, il pane. Così il cucciddatu assume la forma dei tocchi di pane strappati con le mani, irregolari. È una pasta sfoglia siciliana - amalgamata, cioè, con lo strutto - e riempita di un impasto cremoso di fichi secchi e uva passa. A piacere, poi, si possono aggiungere il cacao amaro, le mandorle, i pistacchi, le noci.

 

La cubaita
Immaginatelo pronunciato con quella cadenza ragusana, che mette le «i» un po’ ovunque. La cubaita ha un nome deliziosamente dialettale ed è un dolcetto deliziosamente siciliano in tutte le sue caratteristiche. È un torrone (un po’ come quello al pistacchio) fatto di semi di sesamo, messo insieme con il miele, la scorza di limone e la scorza di arancia. Per prepararla ci vuole poco più di un’ora, ma si conserva per giorni e giorni. E profuma di terra e mare.

 

Le paste di pistacchio
E quale momento migliore? Finita la raccolta e fatti essiccare i frutti - rigorosamente sotto i raggi del sole - i pistacchi verdi di Bronte vengono ridotti a una pasta che, assieme allo zucchero, costituisce la base delle
paste. Tra le loro caratteristiche principali? Sono croccanti fuori e morbide, quasi cremose, dentro.

Tags: paste di pistacchio, dolci tipici, tradizione siciliana, cubaita, frutta martorana, ricette Ultimo aggiornamento: 05 Novembre 2015

Commenti

Scrivi un Commento

Scrivi una Risposta

* Nome:
* E-mail: (Non pubblicato)
   Sito web: (Indirizzo web con http://)
* Commento: